Regolamento successioni UE e beni in Brasile: perché la scelta di legge non basta
Il Regolamento 650/2012 permette di scegliere la legge della propria cittadinanza. Quella scelta vale nell'Unione europea e non sposta il Brasile: ecco dove si ferma e perché.
Chi possiede beni in Italia e in Brasile arriva spesso con una pianificazione già fatta, e con una convinzione precisa: avendo scelto per testamento la legge italiana ai sensi del Regolamento UE 650/2012, tutta la successione seguirà quella legge.
Nell’Unione europea è così. In Brasile no — e le ragioni sono tre, che si sommano. Capirle prima è la differenza tra una pianificazione che regge e una che si scopre inefficace nel momento peggiore.
Che cosa fa il Regolamento, e fin dove arriva
Il Regolamento UE 650/2012, applicabile alle successioni aperte dal 17 agosto 2015, ha unificato il diritto internazionale privato successorio degli Stati membri partecipanti.
Due sono le regole che interessano qui:
- Articolo 21: in mancanza di scelta, la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte.
- Articolo 22: il defunto può scegliere, con disposizione a causa di morte, che l’intera successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza — la cosiddetta professio iuris.
Il Regolamento adotta il principio di unità della successione: una sola legge per tutti i beni, mobili e immobili, ovunque si trovino. E ha applicazione universale (articolo 20): la legge designata si applica anche se è quella di uno Stato terzo.
Il punto è che tutto questo vincola i giudici e le autorità degli Stati membri. Non vincola il Brasile, che del Regolamento non è parte.
Primo limite: il Brasile applica la propria norma di conflitto
Il giudice brasiliano non guarda l’articolo 22 del Regolamento. Guarda l’articolo 10 della Legge di introduzione alle norme del diritto brasiliano, secondo cui la successione è regolata dalla legge dell’ultimo domicilio del defunto.
Sono criteri diversi: la scelta di cittadinanza da un lato, il domicilio dall’altro. Quando coincidono nel risultato — un italiano domiciliato in Italia che sceglie la legge italiana — non c’è attrito. Quando divergono, il Brasile segue la propria regola.
E c’è una tutela ulteriore che si aggiunge: quando la successione riguarda coniuge o figli brasiliani, si applica la legge brasiliana ogni volta che sia più favorevole a costoro, per l’articolo 10, comma 1, della stessa legge e per l’articolo 5, XXXI della Costituzione federale. È una norma di protezione che nessuna scelta testamentaria straniera può disattivare.
Secondo limite: la giurisdizione sui beni brasiliani è esclusiva
L’articolo 23, II del Codice di procedura civile brasiliano riserva all’autorità brasiliana, in via esclusiva, la procedura successoria e la divisione dei beni situati in Brasile.
Esclusiva significa che nessun giudice straniero può disporne validamente per il Brasile, e che una decisione straniera che lo pretenda non verrà delibata dal Superior Tribunal de Justiça su quel punto. Sul funzionamento della delibazione abbiamo scritto in riconoscimento di sentenza straniera in Brasile.
Il Regolamento stesso ne prende atto. L’articolo 12 consente all’autorità di uno Stato membro, su richiesta di una parte, di non statuire sui beni situati in uno Stato terzo quando è prevedibile che la sua decisione non vi sarà riconosciuta. Per un immobile in Brasile quella previsione non è teorica: è la regola.
Ne segue che, quale che sia la legge scelta, per la casa in Brasile occorrerà comunque una procedura successoria brasiliana, giudiziale o notarile.
Terzo limite: la trascrizione è fuori dal Regolamento
È il punto meno noto e il più netto.
L’articolo 1, paragrafo 2, lettera l) del Regolamento esclude espressamente dal proprio ambito qualsiasi iscrizione in un registro di diritti su beni immobili o mobili, compresi i requisiti di legge per tale iscrizione e gli effetti dell’iscrizione o della sua mancanza.
Tradotto: il Regolamento può dire chi eredita, ma non dice come il diritto si iscrive nel registro. Quella è materia della legge del luogo in cui il bene si trova.
In Brasile ciò riporta tutto alla regola generale che sorprende ogni acquirente e ogni erede straniero: la proprietà immobiliare si trasferisce con la trascrizione nella conservatoria (articolo 1.245 del Codice civile), e la conservatoria applica i propri requisiti — CPF di ciascun erede, ITCMD liquidato, matrícula in ordine, documenti tradotti da un tradutor público brasiliano.
E il Certificato successorio europeo?
Il Certificato successorio europeo (articoli 62 e seguenti del Regolamento) è uno strumento efficace negli Stati membri. Non produce effetti negli Stati terzi.
In Brasile non sostituisce la procedura successoria. Potrà essere utilizzato come documento — tradotto e apostillato — per provare la qualità di erede, ma la divisione dei beni brasiliani passerà comunque dal procedimento brasiliano, con le condizioni che abbiamo descritto in successione di beni situati in Brasile.
Un esempio pratico
Un cittadino italiano residente a Bologna redige un testamento e sceglie espressamente la legge italiana ai sensi dell’articolo 22 del Regolamento. Il patrimonio comprende un appartamento a Bologna, un conto in Italia e una casa in Bahia acquistata vent’anni prima. Ha due figli, uno dei quali è nato in Brasile ed è cittadino brasiliano.
In Italia la scelta funziona: la successione dei beni italiani è regolata dalla legge italiana, e il notaio potrà rilasciare il Certificato successorio europeo.
In Brasile accade altro. La casa in Bahia richiede una procedura successoria brasiliana, per giurisdizione esclusiva. Il giudice o il notaio brasiliano individuerà la legge applicabile secondo l’articolo 10 della Legge di introduzione — l’ultimo domicilio, quindi l’Italia — ma applicherà la legge brasiliana su ogni punto in cui questa risulti più favorevole al figlio brasiliano. E, in ogni caso, la trascrizione nella conservatoria di Bahia seguirà i requisiti brasiliani.
Il testamento non è inutile: ha ordinato la successione italiana. Semplicemente non ha raggiunto il Brasile, come non poteva.
Che cosa si può fare, allora?
Il punto non è rinunciare alla pianificazione, ma costruirla su due gambe.
| Dove | Strumento | Che cosa risolve |
|---|---|---|
| Unione europea | Testamento con professio iuris (art. 22) | Unità della successione nell’UE, Certificato successorio europeo |
| Brasile | Pianificazione con strumenti brasiliani | Beni brasiliani, entro i limiti della legítima |
| Entrambi | Coordinamento tra i due testi | Evita clausole che si contraddicono o si annullano |
Sul lato brasiliano gli strumenti esistono — donazione con riserva di usufrutto, testamento brasiliano sulla quota disponibile, società di famiglia — ma operano tutti entro il limite della legítima, che riserva metà dell’eredità a discendenti, ascendenti e coniuge. Chi arriva da un ragionamento di libera disposizione trova qui il vincolo più rigido.
L’errore ricorrente non è scegliere male lo strumento: è redigere due testamenti che si ignorano a vicenda, o un solo testamento europeo che si presume onnicomprensivo. Il secondo caso è il più frequente.
Qual è il passo pratico successivo?
Una domanda ordina tutto il resto: quali beni si trovano in Brasile e a chi sono intestati oggi? Una matrícula aggiornata di ciascun immobile brasiliano risponde in pochi giorni, e dice se il bene è davvero intestato a chi si crede — condizione preliminare a qualsiasi pianificazione, in qualunque ordinamento.
Fonti: Regolamento (UE) n. 650/2012, in particolare articoli 1, par. 2, lett. l), 12, 20, 21, 22 e 62 e seguenti · Codice di procedura civile brasiliano, articolo 23, II · Legge di introduzione alle norme del diritto brasiliano, articolo 10 · Costituzione federale brasiliana, articolo 5, XXXI · Codice civile brasiliano, articoli 1.245, 1.845 e 1.846.
Domande frequenti
Ho scelto la legge italiana nel mio testamento. Vale anche per la casa che ho in Brasile?
Vale all'interno dell'Unione europea, non in Brasile. Il Brasile non è parte del Regolamento UE 650/2012 e applica la propria norma di conflitto, l'articolo 10 della Legge di introduzione alle norme del diritto brasiliano, che rinvia alla legge dell'ultimo domicilio del defunto. La scelta compiuta ai sensi dell'articolo 22 del Regolamento non vincola il giudice brasiliano.
Il Certificato successorio europeo è utilizzabile in Brasile?
No. Il Certificato successorio europeo produce effetti negli Stati membri dell'Unione, non negli Stati terzi. Per i beni situati in Brasile occorre comunque una procedura successoria brasiliana, giudiziale o notarile, e il Certificato vi entrerà semmai come documento da tradurre e apostillare, non come titolo che sostituisca la procedura.
Il Regolamento disciplina la trascrizione dell'immobile brasiliano?
No, e lo dice espressamente. L'articolo 1, paragrafo 2, lettera l) esclude dal proprio ambito qualsiasi iscrizione di diritti su beni immobili in un registro, compresi i requisiti di legge per tale iscrizione e i suoi effetti. La pubblicità immobiliare resta perciò governata dalla legge del luogo in cui il bene si trova: in Brasile, dalla conservatoria competente.
Un giudice italiano può decidere sull'immobile brasiliano?
Può, ma l'articolo 12 del Regolamento gli consente, su richiesta di una parte, di non statuire sui beni situati in uno Stato terzo quando è prevedibile che la sua decisione non vi sarà riconosciuta. Trattandosi di immobili in Brasile questa previsione è concreta, perché l'articolo 23 del Codice di procedura civile brasiliano riserva quei beni alla giurisdizione esclusiva brasiliana.
La legittima italiana e la legítima brasiliana coincidono?
No. Entrambi gli ordinamenti riservano una quota ai legittimari, ma la cerchia dei beneficiari e l'entità delle quote differiscono. In Brasile la riserva è pari a metà dell'eredità e spetta a discendenti, ascendenti e coniuge. Sui beni brasiliani, quando si applica la legge brasiliana, vale quest'ultima.
Allora la pianificazione successoria europea è inutile?
Tutt'altro: è utile, ma va costruita sapendo dove si ferma. La scelta di legge dà coerenza alla successione nell'Unione europea. I beni brasiliani vanno pianificati a parte, con gli strumenti del diritto brasiliano, e le due pianificazioni vanno coordinate perché non si contraddicano.
Informazione di carattere generale. Questo articolo descrive il diritto brasiliano a grandi linee e non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.