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Aprire una società in Brasile da straniero: CPF, CNPJ e il rappresentante residente

Non servono visto né residenza per essere socio di una società brasiliana. Servono invece: CPF, un procuratore residente per le notificazioni e il capitale registrato alla Banca centrale.

Bruno Machado

Bruno Machado

Avvocato · OAB/SP nº 360.883

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Un cittadino straniero non deve vivere in Brasile, avere un visto o alcuno status migratorio per essere socio di una società brasiliana. Il capitale estero è benvenuto e la costituzione in sé non differisce da quella di un brasiliano.

Cambiano tre requisiti che sorprendono, e un equivoco diffuso. I requisiti: un CPF per il socio straniero, un procuratore residente in Brasile con poteri per ricevere le notificazioni giudiziarie, e la registrazione del capitale estero presso la Banca centrale. L’equivoco: essere socio di una società brasiliana non dà, di per sé, il diritto di vivere in Brasile.

Chi può essere socio e a quali condizioni?

Sia una persona fisica straniera sia una società estera possono detenere quote o azioni di una società brasiliana, senza risiedere nel paese.

La condizione posta è procedurale ma rigorosa: il socio non residente deve nominare un procuratore residente in Brasile, con poteri espressi per ricevere le notificazioni giudiziarie per suo conto. La ragione è semplice: la giustizia brasiliana deve avere qualcuno da citare sul territorio. Quella procura si deposita insieme ai documenti societari, e senza di essa la società non viene iscritta.

Il procuratore può essere brasiliano o uno straniero residente in Brasile. Non deve necessariamente essere il commercialista o l’avvocato della società, anche se nella pratica di solito lo è.

Un non residente può amministrare la società?

Qui incide una modifica recente, e la risposta cambia secondo il tipo societario.

Per la società per azioni (S.A.), la legge 14.195/2021 ha modificato l’articolo 146 della legge sulle società per azioni e ha ammesso espressamente la nomina di amministratori non residenti. La condizione è che sia designato un rappresentante residente in Brasile, con poteri per ricevere notificazioni per almeno tre anni dopo la cessazione dell’incarico.

Per la società a responsabilità limitata (Ltda.) — di gran lunga la forma più usata — il legislatore non è stato esplicito. L’opinione prevalente è che valga la stessa possibilità, poiché la società a responsabilità limitata può essere regolata in via suppletiva dalle norme sulle società per azioni quando lo statuto lo prevede. Ma la prassi varia ancora tra le Camere di commercio statali, e alcune sono più rigorose di altre.

La conseguenza pratica: se il progetto prevede che un non residente amministri la società, occorre verificarlo con la Camera di commercio dello Stato prima di redigere lo statuto, e inserirvi l’applicazione suppletiva della legge sulle società per azioni. Scoprire la restrizione allo sportello significa rifare e ridepositare.

Quale forma societaria conviene?

Società a r.l. (Ltda.) Ltda. unipersonale (SLU) Società per azioni (S.A.)
Soci Due o più Uno Due o più azionisti
Capitale minimo Nessuno in generale Nessuno in generale Regole sui versamenti
Uso tipico La maggior parte degli investimenti esteri Un unico investitore straniero Strutture maggiori, investitori esterni
Oneri di pubblicità Più leggeri Più leggeri Più gravosi
Amministratore non residente Verificare con la Camera statale Verificare con la Camera statale Espressamente ammesso, con rappresentante residente

Nella maggior parte dei casi la Ltda. o la Ltda. unipersonale sono il punto di partenza sensato. La S.A. giustifica la propria formalità aggiuntiva quando entreranno investitori esterni o serve una governance più articolata.

Qual è l’ordine dei passaggi?

L’ordine conta, perché ogni passaggio dipende dal precedente.

  1. CPF per ciascun socio persona fisica straniera — si ottiene dall’estero, presso un consolato del Brasile. Se il socio è una società estera, le serve un CNPJ come investitore non residente.
  2. Procura che nomini il procuratore residente, con poteri espressi per ricevere le notificazioni giudiziarie. Rilasciata in consolato, oppure davanti a un notaio locale con apostille e traduzione giurata eseguita in Brasile — si veda come rilasciare una procura dall’estero.
  3. Statuto sociale, che definisce l’oggetto, il capitale, il riparto delle quote e l’amministrazione.
  4. Iscrizione presso la Camera di commercio dello Stato (Junta Comercial), che dà esistenza alla società.
  5. CNPJ per la nuova società, presso l’Agenzia delle entrate brasiliana.
  6. Iscrizioni comunali e statali e licenza di esercizio, secondo l’attività.
  7. Registrazione dell’investimento estero presso la Banca centrale, nel suo sistema elettronico per gli investimenti diretti.

Perché la registrazione alla Banca centrale pesa tanto?

Perché è la porta da cui il denaro deve rientrare.

L’investimento diretto estero va dichiarato alla Banca centrale del Brasile, con dichiarazioni periodiche successive. Quella registrazione è ciò che sostiene, in seguito, la rimessa di utili e dividendi all’estero e il rimpatrio del capitale stesso.

Il capitale arrivato in modo informale — un bonifico personale, denaro portato da un conoscente, un prestito non documentato — crea un problema che affiora solo anni dopo, quando l’attività funziona e il socio vuole prelevare. A quel punto il denaro è in Brasile e non esiste una via pulita per farlo uscire. Registrare correttamente all’inizio costa una frazione di quanto costi rimediare dopo.

Un esempio pratico

Un investitore italiano vuole costituire una società di servizi a São Paulo. Non si trasferirà in Brasile, e un socio brasiliano seguirà l’operatività quotidiana.

Il percorso che funziona: ottiene il CPF presso il consolato del Brasile; vi rilascia una procura che nomina un procuratore residente con poteri per ricevere le notificazioni giudiziarie; i due soci sottoscrivono lo statuto di una società a responsabilità limitata, con il socio brasiliano come amministratore; lo statuto viene iscritto alla Camera di commercio; si ottiene il CNPJ; e il capitale che invia viene registrato alla Banca centrale come investimento diretto estero.

Se invece volesse essere lui stesso amministratore vivendo in Italia, si aggiungerebbe un passaggio preliminare: verificare con la Camera di commercio di São Paulo se ammette un amministratore non residente per una società a responsabilità limitata, e redigere lo statuto di conseguenza.

Quali documenti servono?

Documento Note
Passaporto di ciascun socio straniero In corso di validità
CPF di ciascun socio persona fisica straniera Ottenuto in consolato
CNPJ della società estera investitrice Se il socio è una persona giuridica
Documenti societari della società estera Con apostille e traduzione giurata eseguita in Brasile
Procura al rappresentante residente Poteri espressi per ricevere le notificazioni giudiziarie
Prova della residenza all’estero Per ciascun socio
Prova della sede in Brasile Per la sede sociale

Che cosa va storto più spesso?

  • Capitale non registrato presso la Banca centrale. L’errore più costoso, e quello che si manifesta per ultimo.
  • Ritenere che la società dia la residenza. Non la dà. La residenza per investimento è una procedura distinta, con soglie proprie.
  • Una procura priva del potere di ricevere le notificazioni. La Camera rifiuta il deposito e occorre produrre un nuovo documento dall’estero.
  • Nome scritto in modo diverso sul passaporto e nei registri brasiliani. Entrambe le grafie dovrebbero comparire.
  • Scegliere un amministratore non residente senza aver prima verificato con la Camera statale, e dover riscrivere lo statuto.

Qual è il passo pratico successivo?

Due domande definiscono la struttura prima di redigere qualsiasi cosa: chi amministrerà la società e chi sarà il rappresentante residente. La prima stabilisce se occorre consultare in anticipo la Camera di commercio; la seconda determina il testo della procura da firmare all’estero — che, essendo l’elemento più lento, è di solito il primo da avviare.


Fonti: Codice civile brasiliano, articoli 1.052 e seguenti · Legge 6.404/1976, articolo 146, nel testo della legge 14.195/2021 · Banca centrale del Brasile — capitale estero · Istruzioni normative del Dipartimento nazionale di registrazione delle imprese (DREI).

Domande frequenti

Devo vivere in Brasile o avere un visto per essere socio di una società brasiliana?

No. Una persona fisica o giuridica straniera può detenere quote o azioni di una società brasiliana senza risiedere in Brasile e senza alcuno status migratorio. La legge richiede invece il CPF del socio straniero e un procuratore residente in Brasile, munito di poteri per ricevere le notificazioni giudiziarie per suo conto.

Essere socio di una società brasiliana mi dà il diritto di vivere in Brasile?

No. Partecipazione societaria e immigrazione sono questioni distinte. La residenza per investimento è una procedura a sé, con soglie minime proprie, e non viene concessa automaticamente per il fatto di aver costituito una società. Molti costituiscono prima e lo scoprono dopo.

Un non residente può essere amministratore della società?

Per la società per azioni sì: la legge 14.195/2021 ha modificato la legge sulle società per azioni e ammette amministratori non residenti, a condizione che sia nominato un rappresentante residente in Brasile con poteri per ricevere notificazioni per almeno tre anni dopo la cessazione dell'incarico. Per la società a responsabilità limitata il legislatore non è stato esplicito e la prassi varia ancora tra le Camere di commercio statali: conviene verificarlo con quella dello Stato interessato prima di redigere lo statuto.

Perché l'investimento estero va registrato presso la Banca centrale?

Perché quella registrazione è ciò che consente di rimettere gli utili all'estero e di rimpatriare il capitale in seguito. L'investimento diretto estero si dichiara nel sistema elettronico della Banca centrale, con dichiarazioni periodiche. Il capitale entrato senza essere registrato correttamente tende a restare intrappolato: il denaro è in Brasile e non c'è una via pulita per farlo uscire.

Viene prima il CPF o la società?

Il CPF. Il CPF del socio straniero — o il CNPJ, se il socio è una società estera — deve esistere prima del deposito dei documenti societari presso la Camera di commercio. Lo stesso vale per la procura al rappresentante residente, che si deposita insieme allo statuto.

Qual è il capitale minimo per aprire una società in Brasile?

Per la società a responsabilità limitata non esiste un minimo legale generale: il capitale è fissato dai soci in base all'attività. Importi minimi compaiono in due contesti diversi, spesso confusi con questo: la residenza per investimento, che ha soglie proprie, e alcune attività regolamentate.

Informazione di carattere generale. Questo articolo descrive il diritto brasiliano a grandi linee e non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

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